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Render vs Realtà : Il Render Come Strumento Di Lavoro

Oggi affronto un tema che era in lista da un po’. Parliamo di render e realtà. Innanzitutto i render devono essere uno strumento di lavoro. Aiutano infatti la visualizzazione del progetto in tridimensionalità e fanno percepire i volumi. Cosa non da poco. La classica rappresentazione 2D in pianta e prospetti è sempre e comunque la base di comunicazione soprattutto tra le diverse figure professionali. Il render invece è quello che emoziona il cliente che vede la sua casa, prima che lo spazio sia realizzato. Il render è anche quello strumento che aiuta il team di progettazione a capire se lo spazio funziona, fluisce e se ci sono le giuste proporzioni a livello di spazi, geometrie, colori e materiali.

Immaginazione

Il render deve aiutare a immaginare come lo spazio sarà. Questo non significa che è definitivo al dettaglio, anzi. È un mezzo per capire in che direzione andare, ma facciamo un esempio pratico. Con il render si possono valutare finiture e combinazioni di colori oppure si può scegliere tra due carte da parati quale si preferisce facendo un mockup sulle pareti interessate. È uno strumento di lavoro e va preso per quello che è. Nella realtà la luce sarà diversa, i dettagli e lo styling dei complementi saranno diversi.

Work in progress della cucina della Casa Parigina A Pesaro
Render ingresso e cucina della Casa Parigina A Pesaro
Work in progress dell’ingresso della Casa Parigina A Pesaro

Un progetto che prende dei mesi di lavoro tendenzialmente subisce delle modifiche. Ed è normale e va bene, se sono pensate e progettate in linea con l’insieme di elementi, finiture e in generale con il mood complessivo che si vuole ottenere.

Work in progress della cucina della Casa Parigina A Pesaro
Render cucina della Casa Parigina A Pesaro
Emozione

Fatte queste premesse il render può essere di fatto uno strumento concettuale. Secondo me però non può mancare la parte emozionale, quella che fa immergere con la testa e con il cuore soprattutto all’interno dell’ambiente. Per questo credo che un render non debba essere perfetto, ma debba rendere l’idea del feeling dello spazio. Sono due cose diverse. Personalmente spendo il giusto tempo nella ricerca del dettaglio senza voler raggiungere un immagine che sia un’illusione della realtà.

Nelle immagini che ho messo dei render ho volutamente selezionato quelle che sono la primissima versione del progetto che abbiamo studiato per lo showroom. La scelta stilistica è rimasta immutata nonostante rispetto al render abbiamo scelto arredi e illuminazione diversi. Alcuni arredi mancano ancora per esempio. Ma l’essenza c’è tutta.

La realtà deve superare l’aspettativa creata dal render e non il contrario.

– Fine –

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